CI SIAMO TRASFERITI
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Sarà un caso (a cui oramai non crede più nessuno) ma negli ultimi mesi, e nelle ultime settimane ancor di più, non c’è settimana che passi senza rinvii a giudizio, condanne in primo grado, secondo grado e così via..
L’iter, inevitabilmente, è sempre lo stesso; così come sempre uguali o giù di lì sono i destinatari dei colpi. L’UDC di Totò Cuffaro, il PDL di Berlusconi. Questa volta non voglio aggiungere nulla su quest’ultimo, piuttosto vorrei concentrarmi un attimo sulle ultime vicende dell’UDC. Partito che, vorrei ricordare, gode della rappresentanza in Senato proprio grazie agli unici seggi vinti in Sicilia. Regione che ha dato i natali a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino oltre che a Rocco Chinnici e i tanti altri magistrati che hanno combattuto e combattono la Mafia con la coppola di ieri, con i colletti bianchi di oggi e, di certo, anche quella di domani.
Dicevamo di Salvatore Cuffaro già condannato in Appello (favoreggiamento semplice) a sette anni di reclusione; favorì singoli mafiosi di fatto, ma non lo sapeva. Ed “oggi” a questo primo processo se n’è aggiunto un altro con rito abbreviato che, qualora venisse accertato, risulterebbe più grave del primo. Il Pubblico Ministero ha chiesto, infatti, dieci anni per l’ex governatore siciliano per concorso esterno in associazione mafiosa.
Come se non bastasse ad ore è attesa la sentenza per un altro eccellente esponente di maggioranza e cofondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri. Quest’ultimo, già condannato in via definitiva a due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale nell’ambito della gestione di Publitalia ’80 a Torino, potrebbe aggiungere alla collezione un’ulteriore condanna, questa volta per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa a Palermo. Dieci anni di reclusione è quanto hanno chiesto i PM Nino Di Matteo e Francesco Del Bene.
Ma non è tutto. E’ di ieri l’altro la notizia che l’ex sindaco di Palagonia (Catania) ed oggi deputato regionale dell’UDC, Fausto Fagone, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di irregolarità negli appalti per la raccolta dei rifiuti. Tema assai scottante e di notevole delicatezza proprio in questi mesi. I reati ipotizzati dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano sono abuso di ufficio, truffa aggravata, falso materiale e ideologico, e frode in pubblica fornitura. Niente male. Farà strada il ragazzo!
Non è mica finito! Altro giro altra corsa. Qualche giorno fa, fonti d’indagine, rivelano che il Senatore Salvatore Cintola, anch’esso UDC (non c’è bisogno di ribadirlo) anche se non indagato, risulterebbe comunque nei fascicoli per via traversa. Questi avrebbe dato disposizioni, infatti, per l’acquisto di droga mentre era nella sede dell’assemblea regionale siciliana. La replica? “Ma quale droga. Forse sono uno dei pochi del partito a non avere mai fatto uso”. Non c’è che dire, davvero illuminante. Ci fa stare meglio! Le accuse che ha ricevuto in questi anni, in verità , sono molteplici e di ben altro spessore, eppure l’UDC, pensate pensate, ha deciso di sospenderlo. Imbarazzante!
Per la cronaca, il 29 settembre del 2009, infatti, il Sen. Cintola dimessosi dal Senato ha optato per la carica di Deputato regionale.
E non è tutto. Passando in ambito locale abbiamo il Sindaco di Palermo, Diego Cammarata che qualche settimana addietro, nel giro di pochi giorni si è visto recapitare due avvisi di garanzia. Dopo quello del 31 maggio in cui si ipotizza, tra l’ altro, il reato di disastro doloso per la gestione della discarica di rifiuti di Bellolampo, successivamente la procura della Repubblica di Palermo accusa Cammarata di truffa e abuso d’ ufficio in merito alle indagini su Franco Alioto, dipendente ad alto tasso di assenteismo della società comunale Gesip e skipper di fiducia della stessa famiglia Cammarata.
Una serie infinita di errori, di toghe rosse verdi e gialle; Sfortuna su sfortuna!
Dispiace che è tutta gente che si trova a governare l’Italia, la Sicilia e Palermo. Eppure qualcuno/a li ha dovuti votare! Infatti Dell’Utri e Cuffaro sono Senatori a Roma (Cuffaro, sappiamo essere stato anche Governatore della Sicilia per una decina di anni); Fausto Fagone è Deputato Regionale attuale e, in ultimo, Diego Cammarata è Sindaco di Palermo da 10 anni circa.
Da fare invidia all’umanità intera, non c’è che dire!
L’art. 3 della nostra Costituzione riconosce “pari dignità sociale” a tutti i cittadini, senza alcuna distinzione “di sesso (…), di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Sembra opportuno a questo punto ricordare tale principio fondamentale della nostra Carta Costituzionale a coloro i quali in questo momento sembra se ne siano dimenticati.
Nell’attacco che i ragazzi di Giovane Italia stanno portando avanti nei confronti del Sicilia Pride, non possiamo non ravvisare posizioni omofobe e altamente discriminatorie.
Nelle parole espresse c’è la chiara volontà di ribaltare la situazione in modo paradossale.
Tutti siamo purtroppo a conoscenza che il nostro sistema culturale vede ancora nella omosessualitĂ un qualcosa di anormale e quasi inaccettabile.
Prova recente è il fatto che qualche giorno fa il fotografo del Pride ed alcuni modelli sono stati apostrofati con insulti omofobi e minacciati.
Del resto se realmente ci fossimo liberati dall’idea che l’omosessualità non sia qualcosa di “altro”, che motivo ci sarebbe di rivendicare dei diritti che a quel punto sarebbero riconosciuti e scontati?
Nelle parole del presidente del movimento, Nino Costa, non possiamo non ravvisare un tentativo mal riuscito di modifica della realtĂ .
Ricordiamo ancora che l’art. 21 della Costituzione sancisce il “diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Compreso un corteo, dunque.
E se è vero che “sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le manifestazioni contrarie al buon costume”, giudichiamo più “contrarie al buon costume” dichiarazioni di questo tipo, piuttosto che una pacifica manifestazione per le vie della città .
I giovani dell’Italia dei Valori esprimono massima solidarietà nei confronti di coloro i quali ancora oggi subiscono tali atti discriminatori.
E se partecipare vuol dire essere vittime di un’ “omologazione culturale che in questo momento si è diffusa in città ” –stando alle parole di Nino Costa- per una volta, siamo fieri di omologarci.
Lucia Castellana
coord. Giovani IdV Palermo

Diverse associazioni studentesche e tanti ragazzi in molti Atenei italiani hanno scelto di unirsi in una nuova federazione universitaria, animati dalla volontĂ di lottare per alcuni valori comuni. Cosa avrĂ di diverso dalle altre?
Il valore di una rappresentanza studentesca determinata e senza sconti, allo stesso tempo legata
all’impegno di risvegliare le coscienze, sull’Università e sul mondo che la circonda.
Il valore della meritocrazia come assolutamente inscindibile dal diritto allo Studio, dalle pari opportunità e dalla necessità di una vera riforma dell’Università .
Il valore di una cultura europea, plurale e pronta alle sfide del terzo millennio.
Il valore di una cultura libera all’interno del proprio Ateneo, priva di qualunque condizionamento.
Il valore di aver compreso che non c’è futuro senza solidarietà , lealtà e trasparenza, senza un nuovo rapporto con l’ambiente e con la natura, senza saper ascoltare la scienza e i cambiamenti globali.
Il valore della rete e dell’informatica come opportunità storica per scrivere nuove splendide pagine del concetto stesso di democrazia.
Il valore della denuncia e dell’indignazione nei confronti di chi nasconde, dietro la parola “merito”, lo smantellamento di ogni forma di Pubblica Istruzione.
Il valore del carattere pubblico della Scuola e dell’Università , in quanto Istituzioni della Repubblica italiana.
Il valore della libertĂ , quella vera, che non esiste senza la legalitĂ .
Il valore della lotta contro ogni forma di censura e ogni negazione della veritĂ .
Il valore di un fatto: senza una Pubblica Istruzione, non esistono cittadini, non esiste democrazia.
Ciò accade per un motivo. Al di là dei “pezzi di carta”, la cultura e lo studio comportano una responsabilità civica; conoscere significa infatti svolgere il proprio lavoro in modo onesto, competente e utile per la società , significa capacità di scegliere i propri governanti in modo consapevole, significa sviluppare senso critico ed essere realmente protagonisti della res-publica.
Significa, insomma, sentire la necessità di mettere in gioco, anche da semplici studenti, se stessi, le proprie competenze, le proprie energie, perchè crediamo che il futuro vada costruito giorno per giorno lottando contro l’indifferenza.
Questi gruppi hanno deciso di riunirsi in una confederazione studentesca aperta a tutti coloro che vorranno condividerne il progetto. Per tutto questo è nata UNI-ON; crediamo che, uniti, bisogna “riaccendere” l’Università , attraverso le nuove grandi opportunità della rete e forti della memoria storica della nostra Costituzione, oggi più che mai da attualizzare.
Crediamo, insomma, nel valore degli studenti.
da http://uni-on.netsons.org/